Sergio Alessandrini - Alla ricerca dell' inafferrabile, tra tempo e vita

26.03.2025
di Francesca Callipari

Alessandrini è un artista che si inserisce pienamente in quella tradizione della ricerca visiva che non si limita a restituire un'immagine, ma invita l'osservatore a un coinvolgimento profondo con la propria interiorità, stimolandolo a riflettere su temi universali dell’esistenza umana. Il suo linguaggio, impregnato dall’esperienza dell'arte metafisica, è plasmato dalla sua sensibilità personale e dal desiderio profondo di rappresentare l’inafferrabile. Non è casuale che le sue opere evochino mondi sospesi tra sogno e realtà, dove le leggi della logica e della fisica cedono il passo alla poesia della visione. Simboli e allegorie nei suoi lavori non hanno mai uno scopo puramente ornamentale: ogni elemento visivo è intrinsecamente legato a una dimensione filosofica e trascendente. È come se l’arte fosse per Alessandrini non un mezzo per documentare il mondo, ma un filtro attraverso il quale osservare la realtà, purificandola e restituendola come un’esperienza sensoriale e spirituale, un’indagine sull’uomo in costante transizione, tra il contingente e l'eterno. Il dipinto intitolato “DNA” si staglia come un'opera carica di simbolismo e suggestioni, una danza vibrante tra il tempo e la vita che si snoda davanti agli occhi di chi guarda come un mistero da svelare. L’opera risponde a una necessità di esplorare il rapporto tra passato, presente e futuro, attraverso il linguaggio iconografico e stilistico tipico dell’artista.


Al centro del dipinto, la spirale che richiama la forma del DNA non si limita a evocare la struttura biologica della vita, ma diventa un viaggio che spinge lo sguardo verso l’alto, verso l’azzurro di un cielo che non è solo colore, ma un concetto infinito. La doppia elica si arrotola su sé stessa come una scala senza fine, tendendo a quel cielo che si svela come una metafora del desiderio umano di superare i confini terreni e di abbracciare l’ignoto. Il concetto del tempo emerge ancora una volta, anche in questo lavoro, con parti di ingranaggi di un orologio che si intrecciano alla struttura del DNA, creando un legame profondo tra tempo e vita. Una visione che pone il tempo non più come una linea rigida, ma come un ritmo che si rinnova costantemente e che come il DNA si evolve e si perpetua. In perfetta sintonia con la struttura biologica, gli ingranaggi ricadono delicatamente spostando l’attenzione al fluire dell’acqua, simbolo primordiale della vita stessa. Quell’acqua che scorre, diventando veicolo attraverso cui il tempo prende forma e si trasforma, alimentando quella spirale biologica, da cui tutto si genera e che proprio come una corrente, sostiene un ciclo continuo di nascita e morte. 

Francesca Callipari
Art critic and Art curator

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