Loredana Miolla - Arte e fede, tra tradizione e modernità

13.03.2025

di Francesca Callipari

Lode a Maria SS dello Sterpeto
Lode a Maria SS dello Sterpeto

Loredana Miolla è un'artista che incarna perfettamente il dialogo tra passato e presente, fondendo la bellezza immutabile delle tradizioni pittoriche con l'innovazione dei tempi moderni. La sua arte non si limita a riprodurre rappresentazioni antiche, ma le reintegra, rendendole vive e capaci di parlare con forza al pubblico contemporaneo. Ogni sua opera, pur ispirata alla storia dell'arte precedente, è un atto di riflessione sulla percezione del divino e del terreno, un'incessante ricerca tra spiritualità e materialità. Sono figure, realizzate nel rispetto delle iconografie classiche, che acquistano comunque una dimensione universale e atemporale.

Un esempio eloquente di questa sintesi è il dipinto "Lode a Maria SS dello Sterpeto", dove Miolla intreccia magistralmente la dimensione sacra con l'identità storica e culturale della sua città, Barletta. Il dipinto, infatti, non si limita a celebrare l'iconografia della Madonna dello Sterpeto, ma la integra profondamente nel contesto territoriale e nella memoria storica della comunità, conferendole un valore simbolico che trascende la mera devozione. Evocante una sacra conversazione, mostra la Madonna che accoglie tra le sue braccia il Divin Infante, simbolo di protezione celeste e punto di congiunzione tra il divino e l'umano. Ai suoi lati, i santi Ruggero e Giovanni Battista amplificano la profondità teologica, invitando a una riflessione sulla redenzione, mentre fra Dionisio da Barletta, inginocchiato in preghiera, diventa il simbolo tangibile della spiritualità del popolo barlettano. La sua presenza, solenne e umile, radica l'opera in un legame indissolubile con la storia e l'identità della città, rendendo quest'immagine non solo una rappresentazione sacra, ma una dichiarazione di appartenenza e di fede che trascende il tempo.

La simbologia visiva si intreccia poi al contesto locale: l'albero d'ulivo, richiamo all'immagine della Vergine come Oliva Speciosa (Siracide 24,14), rispecchia il paesaggio pugliese, mentre la scure, simbolo del giudizio divino, introduce una tensione spirituale che va oltre la semplice contemplazione del sacro, estendendosi alla necessità di purificazione e redenzione. Elementi iconici come il Gargano, il faro napoleonico e il castello svevo non sono solo sfondi, ma rappresentano l'unione solida con la cultura della città, diventando parte integrante dell'opera stessa.

Tecnica e simbologia si fondono, inoltre, evidenziando l'abilità dell'artista: l'uso della tempera all'uovo e dell'oro su tavola di tiglio, unita alla cura minuziosa dei dettagli, acuiscono la profondità visiva e spirituale del dipinto, mentre l'oro, ben più di un elemento ornamentale, diventa qui assoluto protagonista, creando una separazione luminosa tra il mondo terreno e quello celeste, operando quasi una sorta di ascensione visiva.

Un'analoga meticolosità e una grande ricchezza simbolica la si ritrova anche in opere come la "Santa Lucia portatrice di luce", e il "Bambino Gesù". 

Nella prima, l'artista si distingue per la raffigurazione psicologica del soggetto, che le permette di conferire un'intensità emozionale palpabile. La giovane santa non è un'immagine statica, ma una figura vibrante di emozioni, la cui profondità interiore si riflette con intensità nello sguardo… uno sguardo che non si limita a testimoniare la bellezza del suo volto, ma comunica la spiritualità e la sofferenza che ella porta con sé. L'artista dimostra qui una notevole padronanza nella lavorazione del fondo in oro, elemento che sottolinea la sacralità dell'opera e arricchisce la composizione di una dimensione luminosa e trascendente. La cura nella resa dell'abito della santa e del prato sottostante, rivela una attenzione verso quegli elementi che esaltano non soltanto la bellezza formale, ma che sono in grado di infondere all'opera un senso di realismo delicato e coinvolgente, dove la spiritualità si fonde armoniosamente alla materialità del mondo circostante.

Santa Lucia portatrice di luce
Santa Lucia portatrice di luce
Bambino Gesù
Bambino Gesù

Nel "Bambino Gesù", Miolla raggiunge, invece, un notevole equilibrio tra delicatezza e potenza visiva, con una figura avvolta in una veste maestosa che simboleggia purezza e luce, ma allo stesso tempo sofferenza e Passione. Il nome di Gesù, scritto in rosso e in aramaico, emerge come un monito che riporta al martirio dei bambini innocenti e inevitabilmente alla croce.

Un sofisticato mosaico di simbolismi cristiani invita lo spettatore a un viaggio spirituale e teologico. Ai Tralci e all'uva, che rimandano alla Chiesa e alla Passione di Cristo attraverso l'Eucaristia, si affiancano simboli come il cardellino e le melagrane stilizzate, che evocano la fecondità e l'unità della Chiesa, fino a giungere ad altri elementi fortemente simbolici come il fiore di cardo che con le sue spine, richiama la corona di Cristo, enfatizzando il sacrificio divino e la sua forza.

L'elemento del globo e della croce, infine, emblemi di un Cristo che regna sia spiritualmente che sulla terra, suggeriscono una visione universale della sua missione salvifica, mentre sullo sfondo il Ponte Carlo omaggia il martirio di San Giovanni Nepomuceno, arricchendo ulteriormente l'opera di un valore simbolico. 

Ancora una volta, Miolla riesce a trasformare ogni dettaglio in un potente richiamo alla fede e alla salvezza, con una forza visiva che risuona di grande impatto, pur nella sua apparente semplicità. La sua arte si eleva così a una testimonianza eterna di bellezza e spiritualità, capace di attraversare il tempo e di toccare l'animo dello spettatore, invitandolo a una riflessione profonda sulla dimensione divina e umana.

Francesca Callipari

Critico d'arte e curatore mostre

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