Cècile Batillat - Sublimazione visiva: arte e poesia, tra esperienza sensoriale e spirituale

11.03.2025

di Francesca Callipari

Cècile Batillat - A St Jean, il joue
Cècile Batillat - A St Jean, il joue

Nel linguaggio visivo di Cécile Batillat, ogni tratto di penna non è mai un semplice segno grafico, ma un movimento dinamico che riflette il ritmo della vita stessa; un'emozione sospesa, tra la luce del tangibile e l'ombra dell'invisibile. Sono opere che trascendono la superficie che le accoglie, emergendo agli occhi dell'osservatore come profonde immersioni nell'animo dell'artista. Attraverso un processo di sublimazione, Batillat riesce a trasmutare la realtà in pura poesia visiva, trasfigurando l'esperienza quotidiana in un linguaggio emotivo e simbolico.

È un'arte che si sviluppa come una narrazione intensa, capace di sondare le più svariate dimensioni emotive e psicologiche, superando i confini del visibile per rivelare i territori più segreti e sfumati dell'esperienza umana. In ciascun disegno, la ricerca di espressività si fa urgenza, una forza che penetra nelle intime pieghe dell'esistenza, dando vita a spazi emotivi densi e significativi, dove linee e forme si trasformano in strumenti di comunicazione essenziale. Gli haiku, inclusi in queste opere, d'altro canto, con la loro pura sintesi poetica, non si configurano come dei meri accompagnamenti, ma piuttosto come amplificatori di significato: in pochi versi riescono a dare voce a quel silenzio che abita le immagini, arricchendo l'opera di una potenza emotiva che trascende la semplice rappresentazione, trasformando una determinata scena in un'esperienza sensoriale e spirituale senza eguali.

L'arte di Batillat diviene, in tal senso, un dialogo muto ma intenso, all'interno del quale ciascun disegno è un invito a percorrere quel confine sottile tra il visibile e l'ignoto, tra la realtà e il sogno.

Ciò è ancor più palese in opere come "A St Jean, il joue" e "A vous de jouer", contraddistinte da un'atmosfera sospesa, quasi fiabesca, che evoca un universo surreale ed onirico. Quest'ultimo è ulteriormente acuito anche dalla scelta tecnica di adoperare la matita color seppia e il pigmento ocra che conferiscono maggiore densità visiva a queste rappresentazioni, accentuandone l'effetto di nebulosità e quel senso di irrealtà e mistero. Con una delicatezza quasi impercettibile, l'artista ci guida verso una riflessione profonda e coinvolgente. Pochi gli elementi tratteggiati ma con una cura meticolosa per i dettagli, un'attenzione che si manifesta chiaramente nel volto enigmatico del pifferaio magico, nella descrizione precisa delle sue mani e dei suoi abiti e, allo stesso modo, nella seconda opera. Qui l'artista riduce la scena a soli tre soggetti (il topolino, i dadi e la clessidra), straordinariamente potenti, pur nella loro apparente semplicità, che rimandano a concetti molto più profondi, riportandoci alla caducità della vita e alla fugacità del tempo, infondendo all'opera una dimensione introspettiva e atemporale

Cècile Batillat - A vous de jouer
Cècile Batillat - A vous de jouer

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Cècile Batillat - Visual Sublimation: Art and Poetry, Between Sensory and Spiritual Experience

In the visual language of Cécile Batillat, each pen stroke is never a simple graphic sign, but a dynamic movement that reflects the rhythm of life itself; an emotion suspended, between the light of the tangible and the shadow of the invisible. These are works that transcend the surface that welcomes them, emerging in the eyes of the observer as deep immersions in the artist's soul. Through a process of sublimation, she manages to transmute reality into pure visual poetry, transfiguring everyday experience into an emotional and symbolic language.

It is an art that develops as an intense narration, capable of probing the most varied emotional and psychological dimensions, going beyond the boundaries of the visible to reveal the most secret and nuanced territories of human experience. In each drawing, the search for expressiveness becomes urgency, a force that penetrates the intimate folds of existence, giving life to dense and significant emotional spaces, where lines and shapes are transformed into essential communication tools. The haiku included in these works, on the other hand, with their pure poetic synthesis, are not configured as mere accompaniments, but rather as amplifiers of meaning: in a few verses they manage to give voice to that silence that inhabits the images, enriching the work with an emotional power that transcends simple representation, transforming a certain scene into an unparalleled sensorial and spiritual experience.

Batillat's art becomes, in this sense, a silent but intense dialogue, within which each drawing is an invitation to travel that thin border between the visible and the unknown, between reality and dream.

This is even more evident in works such as "A St Jean, il joue" and "A vous de jouer", characterized by a suspended, almost fairy-tale atmosphere, which evokes a surreal and dreamlike universe. The latter is further accentuated by her technical choice of using sepia pencil and ochre pigment, which give greater visual density to these representations, accentuating the effect of nebulosity and that sense of unreality and mystery. With an almost imperceptible delicacy, she leads us towards a profound and engaging reflection. Few elements are outlined but with meticulous attention to detail, an attention that is clearly evident in the enigmatic face of the Pied Piper, in the precise description of his hands and his clothes and, in the same way, in the second work. Here she reduces the scene to just three subjects (the mouse, the dice and the hourglass), extraordinarily powerful, despite their apparent simplicity, which refer to much deeper concepts, bringing us back to the transience of life and the fleetingness of time, infusing the work with an introspective and timeless dimension.

Francesca Callipari

Art critic and Art curator

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