Anna Penta: L'arte come risveglio e connessione con la natura

20.03.2025

di Francesca Callipari

Artista romana, Anna Penta è una pittrice di arte figurativa con una passione che sembra essere innata, un legame profondo con il gesto artistico che l'accompagna fin dalla sua infanzia. Dipingere è per lei, un'esperienza istintiva, una parte essenziale del suo essere, uno strumento attraverso cui esplorare e comunicare le sue visioni più intime.

Ha partecipato a numerose mostre di pittura sia in italia che all'estero e oggi condivide la sua passione e il suo sapere dedicandosi all'insegnamento della pittura e del disegno, nel suo studio. Ha seguito svariati corsi di perfezionamento proprio al fine di esplorare diverse tecniche pittoriche e potendo così perfezionare sempre più la sua ricerca.

La pittura di Anna Penta si immerge in quel misterioso rapporto tra essere umano, universo e natura, andando a toccare tematiche universali che intrecciano inevitabilmente il visibile all'invisibile. Sono opere ancorate a una figurazione realistica che evolvono, però, in un linguaggio pittorico che sfida le leggi della realtà, dando vita a un mondo onirico e surreale dove il confine tra il sogno e la realtà sembra poi dissolversi. Ogni pennellata diventa veicolo per mezzo del quale generare atmosfere sospese, in cui la natura prende forma, dando all'osservatore quasi l'impressione di entrare in un sogno.

Sono dipinti che si manifestano come una riflessione sul dinamismo intrinseco dell'arte stessa, una sorta di rivelazione cromatica che non si limita a decorare lo spazio, ma lo trasforma. L'artista gioca con i colori in modo audace, alternando toni caldi e vibranti a tonalità fredde, creando una tensione che non è mai statica ma pulsante, in costante evoluzione.

Come possiamo vedere in opere come "Armonia della natura" o "La sezione aurea" c'è una sorta di "ritmo" che pervade molti suoi lavori, una cadenza visiva che invita lo spettatore a immergersi, ad ascoltare il battito della composizione, come se ogni singola pennellata avesse una sua voce.

Un altro elemento che colpisce nella ricerca di questa artista è proprio il riferimento ricorrente alla sezione aurea, a quella divina e perfetta proporzione che da secoli affascina tutti: dai filosofi ai matematici, dagli artisti ai visionari. in tal senso la sua pittura si rivela come un atto di adesione alla geometria universale, a quel linguaggio segreto che regola la simmetria e l'armonia del cosmo. L'artista, consapevole di questa forza invisibile, non si limita a osservarla, ma la rende palpabile, la espone come una verità che deve emergere dalle profondità del suo lavoro. E' per questo che ritroviamo in opere come "La sezione aurea", "Essenza dell'esistenza" riferimenti chiave come la conchiglia Nàutilus, uno degli esempi più affascinanti e visibili della sezione aurea (o proporzione divina), quel simbolo per eccellenza della perfezione naturale e vera e di un ordine cosmico che permea ogni cosa, dall'atomo all'universo.

Altro elemento caratterizzante del suo stile è questa ricerca di armonia, un'armonia che definirei però non convenzionale. Un'armonia che diventa, in realtà, il motore del movimento stesso di queste opere nelle quali la tela non è un supporto passivo, ma una superficie vibrante. E' come se l'artista non si limitasse a riprodurre la realtà, ma la rielaborasse attraverso una matrice emotiva, in grado di coinvolgere lo spettatore non solo visivamente, ma anche sensorialmente.

Se osserviamo bene i suoi lavori c'è molto di più dentro questi dipinti. L'arte di Anna Penta non si accontenta di riflettere la magnificenza della natura in termini di proporzioni auree. Essa si fa anche grido di allarme, denuncia della nostra irresponsabile disconnessione dalla terra. Le sue tele sono uno specchio che ci restituisce l'immagine di un mondo sconnesso, in cui l'uomo, imprigionato nel suo egoismo, ha spezzato il delicato equilibrio con l'ambiente. Molte opere ci spingono a interrogarci, a mettere in discussione la nostra indifferenza nei confronti della natura, che stiamo minando quotidianamente. Quest'arte diventa, pertanto, un richiamo a una rinnovata consapevolezza, un invito imperioso a ristabilire quella connessione perduta che la modernità ha sradicato.

Perché Anna Penta non crea semplicemente le sue opere. Attraverso di esse educa, sensibilizza, scuote dando vita ad un'arte che è come un atto di risveglio, un appello all'umanità a riappropriarsi di quella dimensione ancestrale che ci lega tutti alla terra. Non solo per il nostro benessere fisico, ma anche, e soprattutto, per quello mentale. Sono dipinti, intrisi di simbolismi naturali, che ci chiamano a riscoprire anche quella capacità terapeutica degli spazi verdi, degli alberi, degli ecosistemi. Ci sollecitano a rispondere al richiamo della terra, a riconoscere la nostra responsabilità nei suoi confronti come una necessità vitale.

Perché come affermava, Dante Alighieri, "La natura è l'arte di Dio".

La qualità tecnica di questi lavori si fonde saldamente alla capacità dell'artista di tradurre le emozioni in un linguaggio universale. Ogni elemento sembra essere parte di un racconto che si sviluppa attraverso una costruzione cromatica e compositiva di rara potenza. L'arte ritrova qui la sua capacità comunicativa offrendo all'astante non soltanto una visione ma una vera e propria esperienza.

Le opere di Anna Penta non sono semplicemente bellezza visiva, ma un invito ad aprire gli occhi, a prendere coscienza della nostra fragile condizione e ad agire per proteggere ciò che abbiamo. E' un atto di resistenza, una lotta contro l'indifferenza, un grido per il rispetto e l'amore della natura, affinché essa continui ad essere, la nostra fonte di vita e di ispirazione. Sono opere che non lasciano indifferenti, ma che spingono l'osservatore a guardare più a fondo, a interrogarsi sul significato che si cela dietro la potenza di ogni forma e di ogni colore.

Francesca Callipari

Art critic and Art curator

Vuoi approfondire la conoscenza di questa artista? Guarda la puntata di ILoveItalyTv dedicata ad Anna Penta

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