Albino Caramazza - L’arte come processo continuo di reinvenzione e trasformazione

14.03.2025

di Francesca Callipari

Rimpianto
Rimpianto

Albino Caramazza si impone sulla scena artistica con una proposta che, pur partendo da un materiale tanto semplice quanto quotidiano come le bustine di zucchero, rivela una profondità e una forza espressiva sorprendenti. Il suo approccio, intriso di inventiva e precisione, sfida le convenzioni artistiche, reinventandole, dando vita a opere che destano stupore per l'originalità della tecnica, ma soprattutto per la capacità di conferire a questo elemento significato e bellezza. Le radici della sua scelta artistica affondano, senza dubbio, nella lezione degli artisti del secolo scorso che hanno saputo infrangere le convenzioni estetiche, dai cubisti al New Dada, dal Futurismo al Nouveau Réalisme etc. Tuttavia, pur richiamando queste storiche sperimentazioni, l'arte di Caramazza si distingue per un approccio profondamente personale. La sua ricerca concettuale, sebbene si concentri sull'oggetto e sull'assemblaggio, si distacca dalle rigide strutture di significato tradizionali, facendo sì che egli riesca a proiettare la sua pratica in una dimensione più fluida e libera, dove la forma deriva da un processo continuo di reinvenzione e trasformazione.

Sotto il suo tocco, le bustine di zucchero non sono semplici oggetti da assemblare: sono tessuti di una trama artistica complessa, all'interno della quale ogni dettaglio viene scelto con cura e ragionato per restituire un effetto di straordinaria profondità. Quello che colpisce è proprio la capacità dell'artista di giocare con il materiale e le sue potenzialità cromatiche, senza mai ricorrere ad altri strumenti. Il risultato è un'opera che, pur essendo apparentemente semplice, nasconde una grande forza innovativa e una suggestione che arriva dritta allo spettatore, come una scossa emozionale.

Beatrice di Byland - omaggio a Boldini
Beatrice di Byland - omaggio a Boldini

Come un vero e proprio alchimista visivo, l'artista trasforma l'ordinario in qualcosa di straordinariamente significativo. La scelta dei suoi soggetti è quantomai variegata: essi spaziano da volti iconici come nel caso della "Beatrice di Byland - omaggio a Boldini", a paesaggi incantevoli di grande impatto visivo fino ad opere come "Rimpianto" intrisa di una carica emotiva che coinvolge profondamente l'astante.

Con la precisione di un artigiano e la sensibilità di un poeta, in ogni opera Caramazza ci invita a guardare oltre la superficie, a scoprire che nell'apparente "banalità" di una bustina di zucchero si può nascondere un universo meraviglioso. È come se, guardando le sue opere, si potesse sentire una storia che si svela lentamente, un racconto di luci e ombre, di forme e accostamenti cromatici in cui ogni pezzo trova il suo posto, non solo nella composizione, ma anche nell'immaginazione. La sua arte ci ricorda che, nel cuore della vita quotidiana, si nasconde una poesia che aspetta solo di essere raccontata, una bellezza che non ha bisogno di essere spiegata, ma che parla direttamente all'anima.

Francesca Callipari

Art critic and Art curator

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